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NOTIZIA DEL 05/07/2016
Il crack bridging nelle guaine impermeabilizzanti

Oltre alla tenuta all’acqua, flessibilità ed elasticità qualificano le guaine di protezione più performanti

L'impermeabilizzazione è sempre più un processo di fondamentale importanza nel settore delle costruzioni: con lo scopo di rendere una superficie impermeabile, si sovrappongono uno o più strati di materiali di diversa natura atti a proteggere elementi costruttivi molto diversi tra loro, dai solai alle pareti, dalle fondazioni alle cisterne, dai balconi alle terrazze, fino a pozzetti e piscine.

Le variabili in gioco sono molte e principalmente la scelta del materiale da utilizzare cambia in base all’estetica, agli spessori, ai supporti, alla durata dell'impermeabilizzazione, alle tecniche utilizzate.

Il fine resta comunque sempre quello di proteggere gli elementi da costruzione esposti agli agenti atmosferici, dalle infiltrazioni di acqua e/o dalle penetrazioni di umidità che possono generarne il degrado.

Gli impermeabilizzanti sono stati creati con un compito ben preciso: impedire assolutamente il passaggio dell'acqua ma permettere il passaggio al proprio interno della molecola di vapore, per evitare che questo condensi; al tempo stesso devono garantirne l’adesione al supporto su cui vengono applicate.

Sul mercato esistono numerose guaine di diversa tipologia. Una di queste riguarda quelle destinate ad essere utilizzate al di sotto delle piastrelle ceramiche, su pareti e pavimenti all’esterno ed anche in piscine.

Tali prodotti vengono regolamentati dalla normativa UNI EN 14891:2012 “Prodotti impermeabilizzanti applicati liquidi da utilizzare sotto le piastrellature di ceramica incollate con adesivi”, che descrive i requisiti, i metodi di prova, la valutazione della conformità, classificazione e designazione ai fini della marcatura CE del prodotto da costruzione e che riguarda liquidi impermeabilizzanti a base di malte cementizie modificate con polimeri (CM), in dispersione (DM) o in resine reattive (RM).

In commercio, si trovano molti monocomponenti (prodotti in polvere a cui va semplicemente aggiunta l’acqua), progettati per facilitare il lavoro in cantiere e permettono di avere una lavorabilità che consente di regolarne il dosaggio a seconda delle condizione climatiche; vi sono anche i multicomponenti (ad esempio, bicomponente è un prodotto in polvere a cui al posto dell’acqua va aggiunto un lattice polimerico), che garantiscono sempre un’estrema semplicità e velocità di posa del sistema impermeabilizzante, sempre da applicare in strati uniformi (con spessore dai 2-4 mm) sotto piastrellature di ceramica incollate con adesivi secondo EN 12004. L’adesivo per la posa delle piastrelle deve essere solitamente steso perché occorre proteggere la guaina impermeabile dal calpestio, dagli urti, o dagli agenti atmosferici come i raggi diretti del sole, che possono degradare fino a rendere inutilizzabile l'impermeabilizzazione.

Tuttavia vi sono anche guaine che possono essere utilizzate senza un ulteriore strato oppure sotto altri tipi di piastrelle (pietre naturali o agglomerate,ecc..) diverse dalle ceramiche.

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