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NOTIZIA DEL 09/08/2017
ANTITRUST: multa da 184 milioni di euro al CEMENTO, coinvolta anche AITEC

il COMUNICATO STAMPA dell'Autorità

INTESA SUI PREZZI, SANZIONI PER OLTRE 184 MLN ALLE IMPRESE ATTIVE IN MERCATO DELLA VENDITA DI CEMENTO E ALL'ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA AITEC

A conclusione di un complesso procedimento istruttorio l’Antitrust, nella propria riunione del 25 luglio 2017, ha irrogato sanzioni per più di 184 milioni di euro alle principali imprese attive nel mercato della vendita di cemento, all’Associazione di categoria Aitec, nonché ad un rivenditore di materiali edili attivo nella regione Toscana.

In particolare l’Autorità ha accertato che le società Italcementi S.p.A., Buzzi Unicem S.p.A., Colacem S.p.A., Cementir S.p.A., Sacci in liquidazione S.r.l., Cementirossi S.p.A., Holcim (Italia) S.p.A., Barbetti S.p.A., Cementeria di Monselice S.p.A., Cementizillo S.p.A., Cal.me S.p.A, Cementi Moccia S.p.A, e TSC S.r.l, nonché l’Associazione di categoria Aitec, hanno dato vita, nel periodo 2011-2016 ad un’intesa, unica, complessa e continuata, in grave violazione dell’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, avente ad oggetto un coordinamento dei prezzi di vendita di cemento sull’intero territorio nazionale, assistito anche da un controllo sistematico dell’andamento delle relative quote di mercato.

L’intesa oggetto di accertamento istruttorio si è basata su un modello concertativo unitario e stabile nel tempo, secondo il quale, come emerge dalle evidenze acquisite:

  • le imprese cementiere hanno definito ex ante in maniera concordata, anche nel corso di riunioni associative, identici aumenti nominali del prezzo del cemento da comunicarsi anticipatamente alla clientela;
  • le medesime imprese hanno costantemente verificato non solo l’invio al mercato delle lettere di incremento prezzi da parte dei concorrenti, avvalendosi finanche della collaborazione attiva del distributore TSC, ma anche l’effettiva applicazione di tali aumenti da parte di tutti i concorrenti.
  • L’Associazione di categoria ha assunto un ruolo attivo in tale coordinamento, facendosi garante sia della complessiva applicazione degli incrementi di prezzo annunciati dalle imprese cementiere, sia diffondendo dati relativi alle consegne di cemento sul territorio nazionale idonei a facilitare un continuo monitoraggio delle quote relative e quindi la stabilità della collusione.

    Il coordinamento delle condotte commerciali delle imprese ha comportato, in un contesto di gravissima crisi del mercato del cemento, il raggiungimento di livelli di ricavi e margini aziendali superiori a quelli ottenibili in un contesto concorrenziale, a danno della domanda rappresentata dal settore edile.

    L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso perciò di comminare in dettaglio le seguenti sanzioni pecuniarie:

    Italcementi = 84.052.057 euro

    Buzzi = 59.793.072 euro

    Colacem = 18.273.751 euro

    Cementir = 5.090.000 euro

    Holcim = 2.381.252 euro

    Rossi = 5.849.500 euro

    Sacci = 702.711 euro

    Zillo = 4.079.085 euro

    Barbetti = 1.162.448 euro

    Calme = 1.793.771 euro

    Moccia = 691.721 euro

    Aitec = 147.997 euro

    TSC = 1.571 euro

    il COMUNICATO STAMPA di AITEC

    AITEC rigetta le accuse della AGCM e ricorrerà dinanzi al TAR

    AITEC, l’Associazione tecnico economica del cemento, rigetta le gravi accuse formulate dell’AGCM, perchè del tutto destituite di fondamento e gravemente lesive della sua immagine, e ricorrerà dinanzi al TAR e al Consiglio di Stato, ove necessario, per ristabilire la verità.

    ROMA, 7 AGOSTO 2017. E' stata notificata oggi la conclusione dell’indagine avviata dall’AGCM nel novembre del 2015, a carico di AITEC e delle aziende sue Associate, per una presunta intesa restrittiva della concorrenza, in violazione dell’art. 101 del TFUE. AITEC rigetta in toto le accuse formulate nei suoi confronti, perchè del tutto destituite di fondamento, e le considera gravemente lesive della sua immagine.

    AITEC è un’associazione storica di Confindustria, nata nel 1959. Essa opera nell’interesse dei suoi Associati, nel rispetto della legge e secondo canoni di condotta improntati a principi etici. Nella sua azione istituzionale l’Associazione promuove la concorrenza, spingendo le aziende verso standard di comportamento sempre più elevati.

    Durante gli anni oggetto dell’indagine, AITEC ha operato un significativo e progressivo rafforzamento dei presidi interni di legalità: l’adozione di un codice di condotta e di linee guida sui rapporti con i partner commerciali; l’istituzione di un gruppo consultivo di esperti sulla legalità ed etica; l’adozione di un programma di compliance e la nomina di un compliance officer, per citare solo alcuni passaggi.

    A dispetto di ciò e dell’assoluta mancanza di evidenze probatorie, l’AGCM ha seguito una tesi precostituita e non corroborata da evidenze fattuali, vedendo nell’Associazione il foro improprio di interlocuzioni illecite tra concorrenti. In particolare, in contrasto con il precedente procedimento comunitario, è stato messo sotto accusa un sistema di raccolta di dati aggregati da cui era impossibile risalire alle informazioni relative ai singoli operatori. Tale sistema era stato introdotto per far fronte ai ritardi nel rilascio delle statistiche ufficiali del MISE, nonchè affidato in gestione ad una società terza accreditata per assicurare la confidenzialità dei dati aziendali oggetto di distribuzione.

    E' paradossale dover sopperire alle inefficienze di un operatore pubblico e vedersi poi accusati di una pratica anticoncorrenziale.

    AITEC impugnerà dinanzi al TAR la decisone, che considera gravissima e ingiusta, e ricorrerà ove necessario in tutti i possibili gradi di giudizio affinchè venga ristabilita la verità.

    AITEC Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento è dal 1959 organo di rappresentanza dell'industria cementiera nazionale. Ad AITEC, aderente a Confindustria e membro di Cembureau (Associazione Europea del Cemento) sono associate tutte le principali aziende del settore che, con oltre 69 unita? produttive distribuite sul territorio nazionale, rappresentano oltre l'83% della produzione nazionale di cemento. L'industria del cemento può essere annoverata tra le realtà più significative nel panorama economico- produttivo italiano, presente - con investimenti diretti e acquisizioni o partecipazioni - in 4 continenti e in 30 Paesi esteri. Dopo circa un secolo di storia, essa oggi è leader a livello europeo e tra le prime a livello mondiale sia per dimensioni del mercato che per l'eccellenza tecnologica delle nostre industrie

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    Da BERGAMO NEWS: Italcementi: ricorreremo al Tar contro la decisione dell’Antitrust

    In merito alla decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) di sanzionare Italcementi e le altre principali imprese del settore per una presunta violazione delle regole di concorrenza per il periodo tra giugno 2011 e gennaio 2016, la Società ritiene che gli addebiti siano infondati dal punto di vista fattuale e giuridico e quindi ricorrerà al TAR del Lazio.

    In particolare, Italcementi ritiene che le decisioni commerciali assunte dal precedente management di proporre ai clienti aumenti di prezzi nominali dei prodotti siano state dettate da autonome, solide e logiche motivazioni imprenditoriali.

    Italcementi, infine, ritiene del tutto sproporzionata la sanzione pecuniaria, una delle più alte irrogate dall’Autorità, in rapporto al fatturato generato dalla società in Italia. La sanzione decisa dall’Autorità, peraltro, colpisce Italcementi, come le altre aziende del settore, in una fase congiunturale caratterizzata da una profonda e lunghissima crisi del settore delle costruzioni e del settore cementiero in particolare

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    Da MILANO E FINANZA: BUZZI, gruppo fara' ricorso

    Milano, 07 ago - Il gruppo Buzzi Unicem informa in una nota che oggi l'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato ha reso nota la decisione finale relativa al procedimento instaurato nei confronti di Buzzi Unicem e di altre imprese attive nel mercato del cemento e riguardante l'esistenza di una presunta intesa restrittiva della concorrenza. L'Autorita' ha ritenuto che Buzzi Unicem abbia preso parte ad una intesa avente ad oggetto l'asserito coordinamento dei produttori nell'aumento simultaneo dei prezzi nonche' uno scambio informativo svolto in seno all'associazione di categoria Aitec e, in generale, l'adozione di condotte volte a mantenere la stabilita' delle quote di mercato. La condotta e' stata considerata un'infrazione molto grave della concorrenza alla quale Buzzi Unicem avrebbe partecipato dal 1 giugno 2011 al 1 gennaio 2016 e, di conseguenza, l'Autorita' ha comminato a Buzzi Unicem una sanzione pecuniaria di 59,793 milioni di euro. "Buzzi Unicem ritiene che gli addebiti mossi dall'Autorita' siano infondati sia in punto di fatto sia in punto di diritto ed e' fermamente convinta di aver agito nel pieno rispetto della normativa a tutela della concorrenza, che rappresenta per il gruppo una priorita' imprescindibile. Di conseguenza, intendiamo impugnare la decisione nelle sedi competenti, per dimostrare l'inesistenza dei profili anti-concorrenziali ipotizzati nei nostri confronti".

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    Da UMBRIA 24: Colacem e Barbetti: «Ricorso al Tar»

    Colacem: «Provvedimento senza fondamento» Colacome in una nota ritiene le conclusioni dell’Antitrust «destituite di ogni fondamento, non suffragate da alcun elemento di prova, inconsistenti e prive di logica economica. La tesi di una presunta pratica anticoncorrenziale – spiega l’azienda eugubina – viene contraddetta in modo incontrovertibile da un mercato italiano caratterizzato, negli anni citati, dal prezzo del cemento più basso d’Europa e da una forte conflittualità tra le numerose imprese presenti. Le conseguenze negative sulla marginalità delle aziende operanti in Italia sono certificate dai risultati economici dell’intero settore. Colacem – prosegue la nota – non ha mai assunto condotte contrarie alla concorrenza, operando nel rispetto di un Codice Etico di Gruppo, da anni definito e approvato, nel quale viene ribadito che “l’azienda crede nella libera, leale e corretta concorrenza e orienta le proprie azioni all’ottenimento di risultati competitivi che premino la capacità, l’esperienza e l’efficienza. Ogni azione che possa alterare le condizioni di corretta competizione è contraria alla politica aziendale ed è vietata a ogni soggetto che per essa agisce”». Colacem annuncia quindi che presenterà ricorso al Tar, ritenendo di avere «elementi sostanziali per ottenere l’annullamento dell’ingiusto provvedimento».

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