CONPAVIPER a Cersaie 2026: fare sistema tra le associazioni partendo dai problemi comuni

La presidente Mariangela Marconi è intervenuta all’incontro organizzato da ASSOPOSA al Cersaie insieme ai presidenti di ASSOPOSA, Consorzio Q-RAD, ASSIMP e AIPPL. Al centro del confronto il futuro delle professioni della posa, la qualificazione delle imprese, il rapporto con i giovani e la necessità di una maggiore collaborazione sulle norme tecniche. Per CONPAVIPER il punto di partenza è chiaro: preservare le specializzazioni, ma unire le forze sui problemi che nessuna associazione può affrontare efficacemente da sola.

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CONPAVIPER ha partecipato ieri, 22 settembre, al confronto tra le associazioni della filiera della posa organizzato da ASSOPOSA nell’ambito di Cersaie 2026.

A rappresentare l’Associazione è stata la presidente Mariangela Marconi, intervenuta insieme a Luca Berardo, presidente di ASSOPOSA, Michele Bottoni, presidente del Consorzio Q-RAD, Giovanni Grondona Viola, presidente di ASSIMP, e Pietro Luigi Belloni, presidente di AIPPL.

Un’occasione particolarmente importante perché ha riunito allo stesso tavolo organizzazioni che rappresentano specializzazioni differenti ma che, nella realtà del cantiere, operano all’interno di sistemi strettamente interconnessi.

Il confronto ha riguardato in particolare la possibilità di rafforzare la collaborazione tra le associazioni, individuando alcuni grandi temi sui quali presentarsi con maggiore coordinamento nei confronti delle istituzioni, del mondo della normazione, della formazione e dell’intera filiera delle costruzioni.

Marconi: «Partiamo dai problemi comuni, non dalla forma organizzativa»

Nel suo intervento, Mariangela Marconi ha richiamato l’esperienza di CONPAVIPER, associazione nata nel 2001 e oggi rappresentativa di circa 200 realtà della filiera, tra imprese e operatori specializzati nei pavimenti in calcestruzzo, nei rivestimenti in resina, nei massetti e sottofondi.
La presidente ha però soprattutto posto una questione di metodo.

Fare sistema non deve significare necessariamente arrivare a una struttura unica nella quale far confluire associazioni nate con storie, specializzazioni e basi associative differenti.
«Dobbiamo partire dai problemi e non dalla forma organizzativa. Le nostre associazioni hanno storie, specializzazioni e basi associative differenti. Questa diversità non è un limite e non dobbiamo necessariamente cancellarla.»

Per CONPAVIPER occorre quindi individuare quali problemi siano realmente comuni e, soprattutto, quali obiettivi siano difficilmente raggiungibili da una singola associazione agendo autonomamente.

È su questi temi che diventa utile costruire una collaborazione più strutturata. Un’impostazione che consente alle singole organizzazioni di mantenere identità e specializzazioni, mettendo però a fattore comune competenze e capacità di rappresentanza quando la dimensione del problema lo richiede.

Dare valore alle imprese che investono nella specializzazione

Un altro tema sottolineato dalla presidente Marconi riguarda il riconoscimento della specializzazione.

Le imprese rappresentate dalle associazioni presenti investono in formazione, qualificazione del personale, tecnologie, strumenti di misura e controllo, procedure e conoscenza normativa.
Questo investimento deve trovare un riconoscimento all’interno della filiera.

La qualità della posa non può infatti essere valutata soltanto attraverso il risultato finale visibile. Dietro una lavorazione correttamente eseguita esistono competenze, controlli, organizzazione e conoscenze tecniche che devono diventare elementi distintivi nella scelta e nella valutazione dell’impresa.

Per CONPAVIPER questo rappresenta uno dei temi sui quali una posizione condivisa delle associazioni può contribuire a far crescere l’intero mercato.

>>> GUARDA QUI LA VIDEO REGISTRAZIONE DELL'INTERVENTO DI MARIANGELA MARCONI (Parte 1)

Ai giovani dobbiamo raccontare un mestiere diverso

Particolare attenzione è stata dedicata al ricambio generazionale.

Secondo Marconi, uno dei problemi riguarda anche il modo con cui il settore ha raccontato per molti anni le proprie professioni.
«Per troppo tempo abbiamo raccontato i mestieri quasi esclusivamente attraverso la fatica fisica. Oggi dobbiamo raccontare anche altro.»

L’impresa specialistica contemporanea è molto diversa dall’immagine tradizionale del mestiere esclusivamente manuale.
Materiali sempre più evoluti, strumenti di misura e controllo, tecnologie digitali, norme tecniche, procedure di cantiere e sistemi di documentazione richiedono competenze crescenti.
Chi opera professionalmente nel settore deve saper valutare le condizioni del supporto, controllare materiali e lavorazioni, conoscere le prescrizioni applicabili e coordinarsi con gli altri soggetti coinvolti nell’opera.

«Dobbiamo riuscire a comunicare ai giovani che questi sono mestieri tecnici, che richiedono competenze e che possono offrire crescita professionale e imprenditoriale.»

Da qui l’importanza di rafforzare il rapporto con scuole, istituti professionali e mondo della formazione, un terreno sul quale l’azione coordinata delle associazioni può avere maggiore efficacia.

Le nostre lavorazioni non sono compartimenti separati

Il confronto ha evidenziato anche una questione che CONPAVIPER incontra quotidianamente nella propria attività tecnica.

Un pavimento non è quasi mai il risultato di una sola lavorazione.
Supporti, sottofondi, massetti, sistemi radianti, impermeabilizzazioni, adesivi e rivestimenti costituiscono un sistema nel quale ogni elemento può condizionare quello successivo.
È proprio nelle interfacce tra lavorazioni differenti che possono nascere alcune delle patologie e dei contenziosi più complessi.

Per questo le associazioni specialistiche hanno interesse a confrontarsi non soltanto quando devono rappresentare istanze comuni, ma anche quando devono definire correttamente le responsabilità, le condizioni di accettazione delle lavorazioni e le regole tecniche applicabili.

Norme tecniche: quando emergono criticità occorre affrontarle

Questo principio diventa ancora più importante sul terreno della normazione.

CONPAVIPER partecipa da anni ai tavoli tecnici, promuove attività di ricerca e contribuisce alla predisposizione di documenti e codici di buona pratica per i settori rappresentati.
Ma una norma può interessare contemporaneamente più categorie e più lavorazioni. In questi casi, secondo la presidente Marconi, il confronto tra le rispettive associazioni diventa essenziale.

La posizione espressa al Cersaie è stata chiara:
«Non possiamo ingessare norme e metodi soltanto perché rappresentano l’equilibrio raggiunto nel tempo o perché modificarli potrebbe mettere in discussione posizioni consolidate. Se ci sono norme che presentano difficoltà, questa cosa va affrontata.»

La normazione deve garantire stabilità e condivisione, ma deve anche essere capace di confrontarsi con l’evoluzione delle tecnologie e con le evidenze provenienti dalla ricerca e dall’esperienza applicativa.

L’obiettivo comune deve essere quello di disporre di regole tecniche applicabili, verificabili e coerenti con l’evoluzione dei materiali, delle tecnologie e dei processi costruttivi.
CONPAVIPER è quindi pronta e disponibile per affrontare insieme agli stakehorlders le sfide tecniche e normative del futuro, con un dialogo che parta da una apertura condivisa di obiettivi e percorsi.

​>>> GUARDA QUI LA VIDEO REGISTRAZIONE DELL'INTERVENTO DI MARIANGELA MARCONI (Parte 2)

Un confronto da trasformare in collaborazione concreta

Per CONPAVIPER l’incontro organizzato da ASSOPOSA al Cersaie rappresenta quindi un ulteriore passo nel percorso di dialogo già avviato tra le associazioni della filiera.
Qualificazione delle imprese, formazione, rapporto con i giovani e con le scuole, normazione tecnica, prevenzione delle patologie e dei contenziosi sono temi sui quali esistono interessi comuni sufficientemente importanti da giustificare un lavoro condiviso.

Non si tratta di cancellare le differenze.
Al contrario, la forza di una collaborazione tra associazioni specialistiche nasce proprio dalle competenze che ciascuna porta al tavolo.

Il principio espresso da CONPAVIPER al Cersaie può essere sintetizzato così: mantenere forti le singole identità, ma riconoscere che esistono problemi per i quali lavorare insieme non è soltanto opportuno, bensì necessario.

Perché anche nel mondo associativo vale ciò che accade quotidianamente in cantiere: la qualità del risultato dipende dalle competenze dei singoli, ma anche dalla capacità di gestire correttamente le interfacce.