Il progetto di una pavimentazione industriale è soggetta a deposito presso il genio civile?

Di recente l’Associazione CONPAVIPER ha ricevuto un quesito molto interessante, ovvero se la realizzazione di una pavimentazione industriale debba essere soggetta all’iter di cui al Genio Civile (presentazione, nomina DL e nomina collaudatore). Ha risposto il vicepresidente CONPAVIPER, l’ing. Giovanni Saba, in modo molto chiaro. Data l’importanza del tema condividiamo la corrispondenza.
 

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La pavimentazione industriale è soggetta a deposito presso il genio civile? Abbiamo avuto pareri discordanti

Buongiorno, sono XXX, Direttore Tecnico della società XXX, leader nel settore delle XXX e della XXX.
Vi pongo una questione già da voi affrontata, come riportato in questo LINK, ma delicata, per la quale vorrei dirimere qualsiasi dubbio o perplessità: presso nostro cantiere sito in XXX dobbiamo realizzare circa 35.000 mq di platee necessarie allo stoccaggio di terreni/rifiuti, in termini di migliaia di tonnellate, sulle quali circoleranno costantemente mezzi d’opera quali escavatori cingolati, pale gommate, autocarri a 4 assi e bilici. …  Tali platee sono in fase di progettazione, calcoli compresi in funzione degli esiti delle prove di carico su piastra che inizieremo a breve, e verranno realizzate come pavimentazioni in cemento fibrorinforzato; inoltre, avranno una durata temporale pari a circa 4 anni: sono comunque soggette. 

La domanda che vi pongo è: la loro realizzazione deve essere soggetta all’iter di cui al Genio Civile (presentazione, nomina DL e nomina collaudatore)? In merito a questo abbiamo ottenuto pareri fuorvianti. Se riusciste a supportarci in tal senso vi chiederei un celere riscontro scritto al fine di poter procedere con la soluzione burocraticamente corretta.

A disposizione per eventuali chiarimenti, in attesa di un riscontro, porgo cordiali saluti.

 

Il parere di CONPAVIPER

Egr. Sig. XXX, prima di rispondere al Suo quesito sono presentarle i pareri richiesti al Genio della Regione Toscana ed al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Il quesito del ns Direttore Ing. Andrea DARI al Genio della Regione Toscana 

“Premesso che la nuova revisione delle Norme Tecniche (ed. 2018) prevede al capitolo 4.1 che “Formano oggetto delle presenti norme le strutture di: Calcestruzzo armato normale (cemento armato), Calcestruzzo armato precompresso (cemento armato precompresso), Calcestruzzo a bassa percentuale di armatura o non armato”” e che quindi anche le pavimentazioni industriali in calcestruzzo possano essere richiamate in quest’ultima voce;
che la proposta della circolare esplicativa delle NTC2018, introduce per la prima volta un riferimento esplicito alle pavimentazioni, attraverso il riferimento alle istruzioni sopra citate, riportato nel capitolo 4 (C4.1 Costruzioni in calcestruzzo); 
che le Istruzioni per la Progettazione, l’Esecuzione ed il Controllo delle Pavimentazioni di Calcestruzzo emesse dal CNR (doc. CNR-DT 211/2014), stabiliscono per opere rilevanti la necessità di dimensionare e verificare la pavimentazione agli Stati Limite di Esercizio e Ultimi a cura di un progettista, di cui specificano compiti e responsabilità;
qualora fosse confermato, nel decreto di pubblicazione, il testo della circolare sopracitato, si chiede:
 - se la progettazione delle pavimentazioni in calcestruzzo debba essere realizzata da un progettista abilitato;
 - se il progetto debba essere depositato presso il Genio Civile;
 - se la realizzazione della pavimentazione debba essere controllata da una direzioni lavori;
 - se non richieda la denuncia allo sportello unico, pur trattandosi di opere in conglomerato cementizio armato normale, composte da un complesso di strutture in conglomerato cementizio e armature con funzione statica, oppure in conglomerato cementizio armato post-tesi, quelle composte da strutture in conglomerato cementizio e armature nelle quali si imprime artificialmente uno stato di sollecitazione addizionale di natura ed entità che assicurano permanentemente l'effetto statico voluto.”

 

La risposta del Responsabile del Settore Sismica Ing. Luca Gori e del Dirigente Responsabile Ing. Franco Gallori della Regione Toscana è la seguente

In riferimento alla Vs richiesta di parere via email in data 21/9/2018 relativa ad eventuali obblighi connessi alla realizzazione di pavimentazioni in calcestruzzo si osserva occorre distinguere i seguenti casi:

a. la pavimentazione (ipotizzata come una soletta almeno debolmente armata) abbia una specifica funzione strutturale, autonoma oppure in combinazione con altri elementi (ad esempio travi) e che la stessa sia essenziale per assicurare, localmente o globalmente, la sicurezza statica della costruzione;

b. la pavimentazione costituisca solo un elemento di “finitura” della costruzione e pertanto lo si possa considerare come elemento “portato” alla stregua dei carichi permanenti non strutturali usualmente gravanti sulle costruzioni.
 

A parere di questo Settore solo il sopra illustrato caso b) risulta esentato dall’obbligo del deposito del progetto ai sensi degli art. 65 e 93 del DPR 380/01, restando inteso che le strutture chiamate a sostenere tale pavimentazione dovranno essere verificate da tecnico abilitato e, se già esistenti, essere sottoposte a eventuali interventi di rinforzo locale o globale per il quale sarà necessario predisporre uno specifico progetto da depositare ai sensi dei sopra citati articoli del DPR 380/01.
Ricorrendo il caso a), invece, occorrerà che la pavimentazione in calcestruzzo (elemento con funzione strutturale) sia progettata da professionista abilitato, sia oggetto di deposito presso gli organi di controllo (ex Genio Civile), sia sottoposta al controllo di un Direttore dei lavori abilitato.
Infine si fa presente che l’art. 53 del DPR 380/01 (da leggersi in parallelo al successivo art. 64 e comunque anche nel testo originario dell’art. 1 dell’ancora vigente L. 1086/71) classifica le opere in c.a. quelle “composte da un complesso di strutture in conglomerato cementizio ed armature che assolvono una funzione statica”; inoltre l’art. 64, sempre per le medesime opere richiede di “evitare qualsiasi pericolo per la pubblica incolumità”. Ne consegue che tali evenienze ricorrono solo nel sopra descritto caso 2.”

 

Il Ns. Direttore ha esposto un altro quesito agli stessi uffici della Regione Toscana

"Salve ingegnere, se il parere non è ancora formalmente chiuso ci sarebbe utile capire se le pavimentazioni industriali su cui poggiano scaffalature rientrino nella categoria 1 o 2."

 

La risposta ottenuta è la seguente

“Se il pavimento ha funzioni strutturali proprie o collabora con la struttura principale allora va considerato come elemento strutturale. E' il caso 1.
Altrimenti se è solo un pavimento cioè una finitura anche se di tipo industriale dell'edificio dovrà rispondere a esigenze di altra natura, non strutturali.
Il fatto che poi sopra ci vadano carichi pesanti (botti o parmigiano, per esempio) deve far porre questa domanda: il pavimento industriale è solo un ripartitore di carico prima di incontrare le strutture oppure collabora insieme alle strutture a garantire la capacità portante? da questo discende se si debba considerare struttura o meno.”


Il quesito del ns Direttore Ing. Andrea DARI al CONSUP 

Di seguito espongo quanto il CONSUP ha risposto al quesito sull’applicazione delle norme tecniche alle pavimentazioni in calcestruzzo, anche ad uso industriale:

“L’argomento delle pavimentazioni industriali è stato spesso affrontato dal Consiglio Superiore, atteso che le stesse, negli ultimi anni, stanno via via assumendo sempre maggiore rilevanza; non è un caso, infatti, che nelle ultime Linee guida per la messa in opera del calcestruzzo strutturale, emanate dal Servizio Tecnico Centrale, si sia ritenuto opportuno dedicare alla realizzazione delle pavimentazioni industriali un apposito capitolo.
Ciò premesso, nel merito dei quesiti posti sull’argomento - ovvero se le pavimentazioni industriali siano o meno da considerarsi alla stregua di strutture, e come tali soggette all’applicazione delle Norme tecniche, con particolare attenzione alle pavimentazioni in calcestruzzo fibrorinforzato – è bene sottolineare preliminarmente come, in termini di carattere generale, le Norme tecniche si applichino agli elementi strutturali i quali, per le loro caratteristiche tecniche e per la loro destinazione d’uso, devono garantire il requisito base di resistenza meccanica e stabilità dell’intera opera da costruzione.
Occorre, quindi, distinguere tre possibili casi:
a) le pavimentazioni svolgono una funzione strutturale, quando, in caso di “fallimento” per cedimento strutturale o eccessive deformazioni, possono rappresentare un pericolo per la pubblica incolumità ovvero determinare la perdita del requisito base della sicurezza meccanica e stabilità (così come definito all’Allegato I del Regolamento (UE) n. 305/2011(Resistenza meccanica e stabilità, cioè le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo che i carichi cui possono essere sottoposti durante le realizzazione e l’uso non provochino il crollo totale o parziale della costruzione, gravi ed inammissibili deformazioni, danni ad altre parti delle opere di costruzione, o a impianti principali o accessori, in seguito a una grave deformazione degli elementi portanti, danni accidentali sproporzionati alla causa che li ha provocati ); inoltre, diversi possono essere i casi in cui la pavimentazione assume una funzione portante atta a sostenere tutti i carichi di entità rilevante (peso proprio, carichi accidentali, azioni esterne, carichi dinamici) gravanti sulle stesse e provenienti, ad esempio, da scaffalature industriali di rilevanti dimensioni, macchine complesse o gru, automezzi pesanti etc.;
b) le pavimentazioni sono connesse alle strutture di elevazione e/o di fondazione, costituendone il collegamento o comunque interagendo con esse.
In tali situazioni, a) e b), il Progettista è chiamato doverosamente ad una specifica calcolazione, modellazione e verifica della struttura, che sia coerente con i principi della Scienza e Tecnica delle Costruzioni, nonché aderente alle prescrizioni, ai metodi di verifica ed ai dettagli costruttivi previsti dalle vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni.
Resta sempre ferma la necessità che anche gli elementi non facenti parte del complesso strutturale, ma che svolgono funzione statica autonoma (ad esempio tramezzature), siano comunque opportunamente dimensionati e verificati, al fine di garantire la pubblica incolumità e la sicurezza delle persone.
c) Le pavimentazioni non svolgono alcuna delle possibili funzioni strutturali inquadrabili nei casi a) e b), esse sono sostanzialmente indipendenti ed il loro danneggiamento non causa alcun danno “strutturale”. E’ questo, fra gli altri, il caso delle pavimentazioni che svolgono funzione di “finitura” dell’opera, quali ad esempio il completamento di opere di tipo “stradale”, non potendo così essere ricomprese tra le “strutture” trattate dalle richiamate Norme Tecniche per le Costruzioni.
Si ritiene, pertanto, che tutte le pavimentazioni industriali ascrivibili ai casi a) e b) rientrino nel campo di applicazione delle leggi e delle norme tecniche che regolano le costruzioni, nonché delle relative procedure tecnico-amministrative (ivi comprese quelle previste dalle LL. n.1086/71, n.64/74, dal DPR n.380/01 e, quindi, dal DM 17.01.2018).
Per quanto attiene alla frase che si rinviene al punto C4.1 della Circolare applicativa delle NTC18, 21.01.2019 n.7, ovvero “Per quanto riguarda le pavimentazioni in calcestruzzo può farsi utile riferimento alle CNR-DT 211/2014 Istruzioni per la Progettazione, l’Esecuzione ed il Controllo delle pavimentazioni in calcestruzzo”, è opportuno precisare che la stessa costituisce solo una indicazione operativa circa i documenti utilizzabili a supporto di quanto non specificamente trattato dalle Norme tecniche, restando ferma, laddove ne ricorrano le condizioni, la necessità che le pavimentazioni, qualora svolgano funzione “strutturale” nel senso precedentemente chiarito, come ogni altra opera che svolga analoga funzione:
- sia progettata da un professionista abilitato, il quale stabilisca le caratteristiche dei materiali da utilizzare e ne verifichi la stabilità;
- sia opportunamente diretta nella esecuzione;
- ed infine sia soggetta ai necessari controlli, in corso d’opera e finali.
Sulla base di quanto sopra, ad avviso del Consiglio Superiore le considerazioni espresse in relazione al quesito posto, possono così essere riassunte:
1) le pavimentazioni industriali sono da considerarsi strutture nei casi indicati ai precedenti punti a) e b);
2) in tali casi, qualora si impieghino calcestruzzi fibrorinforzati, questi devono essere opportunamente qualificati ai sensi di quanto previsto al §11.1 delle NTC, secondo le procedure indicate dalle Linee guida per l’identificazione, la qualificazione ed il controllo di calcestruzzi fibrorinforzati;
3) quando le fibre non svolgono alcuna funzione strutturale ai fini della resistenza meccanica e stabilità, e non se ne tiene quindi conto in fase progettuale, i calcestruzzi fibrorinforzati nei quali tali fibre sono impiegate non sono soggetti alle procedure di cui alle Linee Guida sopra richiamate.”


Considerazioni finali 

Quello che i pareri indicano è che le pavimentazioni in calcestruzzo devono essere progettate per sostenere i carichi previsti in superficie. Però bisogna fare un distinguo cioè se esse  vengono utilizzate come opera strutturale di collegamento con strutture in elevazione (tipo solai prefabbricati od in opera) o con fondazioni (tipo platee o collegamenti sismici) di edifici allora la loro progettazione è diversa da quella indicata per la progettazioni per le pavimentazioni isolate poggianti su suolo alla Winkler. Le pavimentazioni utilizzate come elemento strutturale primario, in elevazione o come fondazione di un edificio, sono impropriamente definite pavimentazioni le quali, dal punto di vista progettuale, sono piastre, opera secondaria, su appoggio continuo cedevole che seguono prescrizioni prestazionale e di durabilità diverse da quelle richieste ad una struttura in elevazione o di una fondazione.
Oggi le pavimentazioni in calcestruzzo ad uso industriale, nel complesso delle opere di un edificio o di un appalto, sono l’ultimo elemento costruttivo di cui si richiede una eventuale progettazione e questa viene redatta, nella maggior parte dei casi, su ipotetici carichi o sollecitazioni in quanto non ancora definite le strutture metalliche (scaffali o mezzanini) o mezzi di movimentazione merci che interesseranno la pavimentazione.
La pavimentazione è un’opera importate per l’incolumità dell’utilizzatore, ma sicuramente meno pericolosa di una scaffalatura o di un mezzanino di cui spesso non esistono le progettazioni, in quanto la pavimentazione è già a terra e non può crollare, però può collassare o deformarsi sotto i carichi agenti e quindi rendere instabili le strutture poggianti.


Questa condizione apre un’altra discussione: la pavimentazione in calcestruzzo ad uso industriale va depositata al Genio Civile?

Il mio parere è che il progetto della pavimentazione deve essere depositata, diventando struttura primaria, solo se vengono depositate anche le strutture poggianti su di esse, perché altrimenti sarebbe come depositare le fondazioni di una struttura in elevazione e non depositare la stessa. Il deposito sismico al Genio Civile dovrebbe essere obbligatorio solo se ci sono strutture sismo resistenti da collegare alla pavimentazione, le quali ovviamente devono anch’esse essere depositate. Di conseguenza, da parte della DL, dovranno essere effettuati i controlli di accettazione dei materiali utilizzati, per la realizzazione della pavimentazione, necessari per il collaudo statico dell’opera ad uso strutturale ai sensi del D.lgs 1086. 
Concludendo, la pavimentazione in calcestruzzo deve essere sempre progettata per i carichi e le sollecitazioni (carichi statici, dinamici, distribuiti, deformazioni o cedimenti del terreno, variazioni termiche, ecc..) e il deposito, quindi il collaudo statico dell’opera ad uso strutturale ai sensi del D.lgs 1086, deve essere eseguito solo se vi è una progettazione alla sismica integrata tra la struttura ed è onere della DL strutturale o del Collaudatore strutturale, quindi il Committente, indicare la necessità di depositare alla sismica al genio e quindi il collaudo statico dell’opera ad uso strutturale ai sensi del D.lgs 1086. Diversamente, se la pavimentazione non va depositata al Genio come elemento ad uso strutturale primaria, bastano i controlli di conformità concordati su un piano di controllo con la DL per effettuare un collaudo interno dell’opera con redazione di Fascicolo Tecnico di conformità ai requisiti progettuali dei materiali.

 

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